L’Archivio Albe e Lica Steiner, riconosciuto di notevole valore storico dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali nel 1998 e donato al Politecnico di Milano nel 2003, svolge attività di conservazione, valorizzazione e divulgazione del proprio patrimonio.
L’Archivio comprende la documentazione relativa all'attività personale e professionale di Albe Steiner nei settori della grafica e del disegno industriale, raccolta dagli anni trenta agli anni settanta; in particolare comprende più di 1400 manifesti (sia disegnati da Steiner che da altri autori), circa 9000 fotografie, oggetti di imballaggio e design, documenti a stampa, corrispondenze e le agende dal 1949 al 1974.
La biblioteca nasce nel 1939 anno della costituzione dello studio LAS. Ha accresciuto il proprio patrimonio librario articolandosi in tre macro sezioni:
Archivio: 1420 unità archivistiche di cui 328 u. a. di studi di progetto, modelli e prototipi (3000 carte circa); 162 u. a. di manifesti; 165 u. a. di stampati vari; 17 u. a. di marchi ecc.; 28 u. a. di oggetti ecc.; 215 u. a. di fotografie (per migliaia di pezzi); 419 u. a. di documenti e corrispondenza; 11 u. a. di scritti; 32 u. a. di ritagli di giornali e riviste, più premi e riconoscimenti.
Biblioteca: 3000 volumi e 300 testate di riviste circa.
Per i materiali d'archivio: inventario cartaceo e su cd, corrispondente alle unità archivistiche, consultabile per tipologie e per committenti. Per la biblioteca la schedatura delle opere è inserita nel catalogo generale del Politecnico (http://www.biblio.polimi.it/opac/campi.html).
Via Durando 38/A - 20158 Milano
02.23995812 | 02.23997280
http://www.archiviosteiner.dpa.polimi.it
Comunicazione visiva
Prof. Roberto Rizzi
La serie Manifesti e locandine (1942-1974), da cui sono stati selezionati i 40 manifesti oggetto della raccolta specifica presente nella banca dati Manifestipolitici.it, riunisce gli stampati di manifesti e locandine, realizzati da Albe Steiner dal 1942 al 1974 per diverse commesse professionali, inerenti la propaganda politica, sociale e culturale, piuttosto che la pubblicità di prodotti e servizi. Se nel primo caso la finalità del manifesto è legata all'informazione e al consenso politico e sociale, nel secondo la finalità è esclusivamente di carattere commerciale e quindi rivolta al consumo. Diversi sono quindi anche i committenti: istituzioni, enti, partiti politici e associazioni da un lato; società, ditte e imprese dall'altro. Quantitativamente rilevante è il gruppo dei manifesti politici per il Partito Comunista Italiano, la Federazione Giovanile Comunista Italiana, il Partito Socialista Italiano, l'Associazione Nazionale Ex Deportati politici nei campi di sterminio nazisti, da associazioni sindacali; molti realizzati anche con la partecipazione degli studenti del Convitto Rinascita, dell'Umanitaria, del Movimento studentesco.
I manifesti presentano generalmente il formato standard 70x100, ma esitono anche formati doppi 140x100, formati più piccoli (locandine, volantini e pendenti) e fuori formato. Diverse sono le tecniche grafiche utilizzate dall'autore, l'elemento fondamentale può essere un disegno, uno schizzo, un dipinto, ma anche basarsi sulla fotografia, sul fotomontaggio, o solo sui caratteri della stampa. In casi particolarmente elaborati possono essere anche abbinate diverse tecniche. Quando una campagna di propaganda o di pubblicità utilizza vari mezzi di diffusione (manifesto, pieghevole, marchio, carta da lettere, inserti su giornali e riviste, ecc..) viene utilizzata sempre la stessa immagine - immagine coordinata - in modo che la comunicazione risulti immediatamente riconoscibile nelle sue diverse manifestazioni. In questi casi si ritrovano materiali afferenti ad uno stesso progetto grafico nelle diverse serie della sezione stampati, oltre che nella serie serie studi di progetto, esecutivi e prototipi.
La serie conserva anche i manifesti, o meglio i cartelloni, di tre mostre a tema itineranti - L'Avanti! Ha una storia (1953), la mostra fotografica del 20° anniversario della Resistenza (1963) e la mostra sull'Imperialismo (1965) - una formula inventata proprio da Albe Steiner per permettere la massima circolazione delle idee con la minima spesa, garantita per ognuna di esse dalla rigorosa sequenza logica dei pannelli, dalla medesima impostazione grafica (caratteri, colori, formati) e dalla semplicità dell'allestimento. La possibilità di allestire contemporaneamente in luoghi diversi la stessa mostra fa sì che i diversi cartelloni esposti siano considerati non delle copie quanto piuttosto dei multipli.
fine anni ‘20
162 unità archivistiche (ogni unità comprende più manifesti)
1927-1998
Buono
Cassettiere